Fai fuori i Linea 77

In attesa di tornare a fotografare tra qualche ora, per la 2° volta, i Linea 77 (a questo link è d

Permanent Error (Sept 8 – Oct 29, 2011)

  Agbogbloshie, periferia di Accra, capitale del Ghana, sterminato e terrificante cimitero tecn

Long Live the Web: l’appello di Berners-Lee

“Il world wide web è nato sulla mia scrivania fisica, a Ginevra, Svizzera, nel dicembre del 1

 

Cento miliardi di schiavi invisibili

febbraio 4, 2008 in Hi-tech notepad

Quello tecnologico è un processo che tende verso una progressiva emancipazione dell’uomo dalla fatica fisica e che ha permesso all’umanità di ampliare enormemente la propria capacità di lavoro contribuendo allo sviluppo della qualità della vita negli ultimi secoli.

Un’immagine particolarmente evocativa di questa situazione ce la fornisce Ugo Leone nel suo Nuove politiche per l’ambiente (Carocci, Roma 2006, p.119):

“la capacità di lavoro sviluppata dal sistema delle macchine [...] equivale a quella sviluppata dalle braccia di circa 100 miliardi di operai. [...] Poco meno della meno della metà di questi “schiavi meccanici” lavorano (sic!) nelle fabbriche (settore industriale), circa un quarto sono addetti ai trasporti; circa un quarto lavorano nelle nostre case”.

Occorre chiudere un primo occhio sulle tre corcordanze a senso che l’autore infila con disinvoltura l’una dopo l’altra (la metà lavora non “lavorano”), e poche righe dopo chiudere anche il secondo quando viene citato Metropolis “il bel film di Fritz Lange “, ma è interessante la stima che viene fornita secondo la quale ogni cittadino appartenente a un paese sviluppato ha a sua disposizione circa ottanta schiavi meccanici al proprio servizio.
Sicuramente ogni proporzione macchina/schiavo può e deve solo rimanere nel campo della metafora: quanti schiavi occorrerebbero per trasportarmi, come fa un’automobile, a una velocità di 160 km/h?
L’analogia con lo schiavo deve qui esser vista dalla prospettiva ambientalista dalla quale si pone Leone, il quale continua con la considerazione che ognuno di questi schiavi consuma risorse e produce rifiuti da smaltire proprio come un essere umano. Il discorso si riallaccia quindi agli interrogativi aperti sullo sviluppo che percorrono tutto il testo.

Su questo pianeta gli abitanti non sono solo sei miliardi, ma molti di più se consideriamo questo esercito di schiavi meccanici che silenziosamente lavora al nostro servizio.

Ridimensionare un’immagine online

gennaio 6, 2008 in Hi-tech notepad, Note a margine

Resize.it è un comodissimo servizio che permette in pochi semplici passi di ridimensionare, ritagliare o ruotare un’immagine. Consente inoltre di applicare effetti quali il blur (sfocatura), lo sharpen (nitidezza) e lo sketch. E possibile inoltre trasformare le foto in bianco e nero o cambiare il formato (gif, jpg, png).
I suoi punti di forza sono quelli delle applicazioni basate sul web: la velocità, la comodità di non dover effettuare alcun tipo di installazione e di essere accessible ovunque, da  casa come da un internet point, su ogni macchina dotata di un collegamento a internet.
Discreta è anche la semplicità di utilizzo, unita a una grafica semplice e lineare.
Per la possibilità che dà a chiunque di manipolare immagini, resize.it si è rivelato un tool adatto da integrare nel pannello dei redattori di soqquadro.org, grazie anche alla possibilità concessa ai webmaster di creare moduli personalizzati da inserire nei propri siti.

Simile ma con meno meno funzioni è resize2mail.com. Anche qui è disponibile un modulo per webmaster.

Interessante anche resizeyourimage.com dove la dimensione dell’area da ritagliare può essere impostata tirando col mouse delle maniglie. Con due pulsanti [+] e [-] è possibile ridimensionare o ridurre l’immagine.
Tutti questi servizi purtroppo sono in inglese. Si consideri che le competenze informatiche dell’utente che utilizza questo tipo di siti si presumono basse. Ecco che quindi chiarezza e semplicità di utilizzo diventano requisiti essenziali che potrebbero essere compromessi dall’utilizzo di una lingua straniera.
Visto che un sito del genere potrebbe essere un discreto investimento per un webmaster italofono, rimaniamo in attesa di una versione nostrana ;-)

Mac Os X su un comune Pc

dicembre 15, 2007 in Senza categoria

Da quando la Apple ha deciso di non impiegare più i processori PowerPc sui suoi computer ma i “comuni” processori Intel, sono spuntate le prime versioni del suo sistema operativo compilate per questo tipo di processore. Questo rende tecnicamente possibile l’installazione del sistema operativo OsX anche sui comuni pc. L’operazione è impedita da un sistema di protezione… che ovviamente può essere ed è già stato forzato.

Advertising like no other

novembre 8, 2007 in Senza categoria

Gli spot sony riescono a mostrarci che per stupirci non serve necessariamente un utilizzo massiccio delle tecnologie digitali o l’impiego di stupefacenti effetti speciali.
Sony per colpirci non ricrea virtualmente avvenimenti e scenari impossibili: li realizza materialmente.
Ecco perchè gli spot Sony meritano un (bellissimo) sito dedicato che ne ospiti le clip. E’ lo stesso motivo per il quale ogni spot merita un breve documentario sulla sua realizzazione.
Questo discorso è particolarmente valido per gli spot “paint” e “balls”: quindi, se non avete idea di cosa possa significare bombardare un quartiere con tonnellate di colore liquido o sparare 250.000 palline colorate per le ripidissime discese di San Francisco, fate un giro sul sito www.bravia-advert.com

L’open source nel XVIII secolo

novembre 3, 2007 in Hi-tech notepad

« Ma le idee, il contenuto! Quello che veramente costituisce un libro! Ciò che l’autore può vendere o comunicare! Una volta espresso, è impossibile che esso rimanga proprietà dell’autore [...] È precisamente per lo scopo di usare le idee che la maggior parte delle persone compra i libri [...] Io posso leggere i contenuti di un libro, impararli, abbreviarli, espanderli, insegnarli, tradurli, scrivere su di essi, riderci su, criticarli, deriderli, usarli male o bene – insomma, fare qualsiasi cosa desidero. Ma l’unica cosa che mi viene proibita è copiarli o ristamparli? Con che giustificazione il predicatore negherà la stampa delle sue omelie, quando non può impedire a nessuno dei suoi ascoltatori di trascrivere i suoi sermoni? E per un professore sarebbe ridicolo pretendere che i suoi studenti si astengano dall’usare alcune nuove proposizioni che egli ha appena insegnato, a che titolo egli pretenderà una tale astensione dai commercianti di libri riguardo a un libro nuovo? No, no, è troppo ovvio che il concetto di proprietà intellettuale è inutile. La mia proprietà deve essere esclusivamente mia; io devo essere in grado di disporne e di poterla gestire incondizionatamente. Lasciatemi che mi spieghino come ciò sia possibile nel caso in discussione. Che qualcuno tenti di riprendersi le idee che ha creato una volta che esse sono state comunicate, magari rimettendole dove nessuno possa trovarle. Tutto il denaro del mondo non servirebbe allo scopo. »

Sigmund Krause, Über den Büchernachdruck , 1973, pp.415-17 Cit. in Domenico Fiormonte, Scrittura e filologia nell’era digitale, Bollati Boringhieri 2003 p. 177




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