Fai fuori i Linea 77

In attesa di tornare a fotografare tra qualche ora, per la 2° volta, i Linea 77 (a questo link è d

Permanent Error (Sept 8 – Oct 29, 2011)

  Agbogbloshie, periferia di Accra, capitale del Ghana, sterminato e terrificante cimitero tecn

Long Live the Web: l’appello di Berners-Lee

“Il world wide web è nato sulla mia scrivania fisica, a Ginevra, Svizzera, nel dicembre del 1

 

A. M. Townsend, Network Cities and the Global Structure of the Internet – Un aggiornamento

aprile 8, 2009 in Appunti per una geografia di internet

Nel tentativo di tracciare alcune linee di riflessione sulla geografia di internet, si propone qui una rilettura e un parziale aggiornamento, attraverso alcuni tracciamenti che ho effettuato nel febbraio 2008, di un interessante saggio del 2001 di Anthony M. Townsend, Network Cities and the Global Structure of the Internet. Il testo è disponibile all’indirizzo http://abs.sagepub.com/cgi/content/abstract/44/10/1697?ck=nck.

Fin dagli anni sessanta molti studiosi, abbagliati dal rapidissimo incremento nello sviluppo e nell’utilizzo dei moderni sistemi di telecomunicazione, hanno più volte proclamato la “morte della città”. A sollecitare questa conclusione è l’idea per la quale le nuove tecnologie forniscono un’inedita libertà di localizzazione alle attività economiche. Le imprese e le attività umane sono oggi, in effetti, sempre meno vincolate dalla localizzazione fisica in quanto la connessione ai network di comunicazione rende possibili molte attività anche da aree periferiche del globo.

Ma a dispetto di queste previsioni il cambio di millennio ha coinciso con il sorpasso della popolazione residente nelle città di quella non urbana. Le metropoli hanno continuato a svilupparsi ricoprendo un ruolo di primissimo piano all’interno dei processi di globalizzazione. Alcune di esse hanno cominciato a ricoprire il ruolo di centri di comando all’interno del panorama mondiale, subendo una ristrutturazione della propria attività modellata sui servizi di rango elevato del settore quaternario o terziario avanzato. Per questo particolare ruolo che tali città tendono ad assumere all’interno del panorama mondiale esse vengono chiamate “città globali”.

Ma secondo Townsend il concetto di città globale è un concetto ambiguo: città globali come Parigi o Chicago, in termini di connettività con i network, vengono superate da centri più piccoli. Per Townsend sistemi di comunicazioni come internet lasciano emergere una nuova rete di relazioni tra città più complessa e vasta rispetto a quella che di solito viene indicata dai teorici delle città globali.

Per Townsend, la comprensione dei fenomeni geografici nell’era della globalizzazione (effetto, ma allo stesso tempo causa delle nuove tecnologie di comunicazione) passa attraverso l’analisi della dorsale di internet e del suo sviluppo non omogeneo tra le regioni del globo.
Se nella prima fase di sviluppo delle telecomunicazioni era evidente una concentrazione dei punti di accesso alle reti telematiche nei principali centri finanziari, oggi la tendenza è quella di una maggior dispersione delle infrastrutture tecnologiche. Questo significa che le città globali fanno un sempre maggior affidamento sullo smistamento delle informazioni mediato da piccoli centri.

L’ineguale sviluppo della rete internet ha preso avvio negli Stati Uniti. Per questo motivo il progressivo diffondersi di questa nuova tecnologia negli altri stati e continenti si è inizialmente tradotto nell’esigenza di stabilire connessioni con una rete che, in quel momento storico, si sviluppava principalmente sul territorio statunitense, dove tra l’altro risiedeva la gran parte dei contenuti disponibili sul network.
Cukier nel 1999 notava i consistenti risparmi nel noleggio di connessioni transoceaniche dirette verso gli Usa rispetto a connessioni dirette tra due capitali europee. In termini pratici i pacchetti di informazioni scambiati tra due terminali posti in diverse città europee avrebbero percorso un tragitto con un passaggio intermedio in territorio statunitense.

Da tracciamenti compiuti oggi si rileva che l’Italia dispone di collegamenti interamente europei che la connettono verso Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Portogallo e molte altre nazioni europee. Il quadro quindi apparirebbe nettamente mutato.

Tuttavia utilizzando come punto di partenza la Gran Bretagna i risultati convergono con quelli di Townsend. Effettuando un tracciamento dei pacchetti tra Londra e Helsinki del tracciamento i risultati rimangono simili a quelli riportati nell’articolo del 2001: dai server Visualware (Londra) al sito ufficiale della città di Helsinki (http://www.helsinki.fi/) si passa ancora per Phoenix sull’indirizzo 64.214.143.138. Il Traceroute dall’Inghilterra al Portogallo identifica una tappa intermedia a Washington. Da Londra a Madrid si passa per Phoenix e dopo il ritorno a Parigi si salta ancora negli Stati Uniti (Broomfield).
Conferma questa tendenza, ma con un tragitto ancora più ingarbugliato il percorso Londra, Phoenix, Londra, Amsterdam, Dusseldorf, Francoforte, Broomfield, Francia, Austria.

È opportuno interpretare i risultati di questi tracciamenti con una certa cautela per almeno due motivi: i nodi statunitensi riportati dal tracciamento sono indicati nei tabulati del routing come non totalmente attendibili. Secondariamente i tracciamenti effettuati da Catania verso le principali capitali europee segnalano connessioni dirette in molti dei passaggi che hanno richiesto collegamenti transoceanici nei traceroute effettuati da Londra (un esempio per tutti il collegamento Italia-Gran Bretagna attraverso Francoforte e Parigi). Se quindi questi dati devono farci riflettere (i salti rilevati verso gli USA possono suggerire, ancora una volta, una maggior efficienza delle connessioni transoceaniche) la dipendenza dal nuovo mondo ne esce ridimensionata.
Appaiono mutate anche le condizioni del collegamento da Londra all’Australia, oggetto del secondo esempio dell’autore. Oggi si passa ancora per Los Angeles, ma si tratta di un solo passaggio, in quanto successivamente interviene un nodo a Singapore. Tra Stati Uniti e Australia quindi il passaggio non è più diretto, ma si appoggia su un nuovo punto di smistamento dei pacchetti.

Inutile sottolineare dunque la necessità di analisi più approfondite che censiscano anche le relazioni tra tutti gli altri paesi europei e individuino possibili vie di comunicazione tra Europa e Asia, le quali nel 2001 erano dichiarate inesistenti da Townsend sebbene già fosse chiaro anche a lui il rapido cambiamento del quadro di riferimento grazie alla proliferazione di reti pan regionali come A-Bone ed E-Bone .
Nei termini di una maggior indipendenza dagli Stati Uniti, allo sviluppo delle infrastrutture si deve poi aggiungere lo sviluppo di contenuti europei e la nascita dei Content Delivery Network, sistemi di contenuti distribuiti che conservano delle copie dei dati rendendo disponibili le informazioni su punti più vicini del network evitando i salti oltreoceano.

Internet come spazio “aperto”. Tentativi di controllo e forme di resistenza

settembre 14, 2008 in Hi-tech notepad

La struttura distribuita del network, priva di un “centro”, predispone strutturalmente la rete a un carattere «libero e aperto». Dal punto di vista tecnico proprio tale carattere ha determinato la capacità della rete di saper sopravvivere alle sfide che il suo percorso evolutivo le ha riservato: la flessibilità dei protocolli di comunicazione ha permesso la connessione tra Arpanet (il prototipo di internet per definizione) e una miriade di reti locali, fornendo standard compatibili per diversi sistemi di connessione alla rete. A questa predisposizione genetica del mezzo si andò ad aggiungere l’influenza di una cultura fortemente libertaria che affiancò la ricerca bellica nei primi decenni di vita della rete: si tratta di quella tecno-èlite che Castells descrive nel suo Galassia Internet (M. Castells, Galassia Internet, Feltrinelli, Milano, 2006, p. 13). Questa sinergia tra proprietà tecnico-strutturali e tendenze culturali ha creato quella visione di internet come rete delle libertà e della libera espressione.
Alla struttura di connessioni senza limiti, che rendeva difficoltoso qualsiasi tentativo di censura, si andava ad aggiungere un background istituzionale, quello degli Stati Uniti, che poteva contare sul dettato costituzionale della libertà di parola, nonostante la Casa Bianca e il congresso USA, come successivamente gli altri stati del mondo, abbiano da subito tentato di imporre le tipiche forme di controllo statale al network.

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Officine900 upgrade. Tra SPHPB e WP

agosto 30, 2008 in Senza categoria

Wordpress LogoQuesto blog è nato come una prova di installazione, personalizzazione e gestione della piattaforma SPHPBLOG. Il motivo che mi spingeva a familiarizzare con questo software è il suo sistema basato su file di testo e non su database che rende più economica e semplice la gestione del sito e la scelta dell’hosting. Spostando l’intero contenuto della cartella si sposta tutto il blog e per avere blog multipli basta solo duplicare la cartella. Il sistema basato su file di testo chiaramente ha i suoi limiti in termini di prestazioni, ma per blog dal numero di articoli ridotto i tempi di attesa non sono eccessivi. Le cose cominciano a peggiorare irrimediabilmente con l’utilizzo. Read the rest of this entry →

Reason Vol.1.0

agosto 16, 2008 in Senza categoria

Reason è un software audio capace di simulare l’attrezzatura necessaria per produrre musica elettronica. Uno degli aspetti più interessanti di reason è l’interfaccia grafica che riproduce fedelmente la rack sulla quale l’utente può montare i componenti hardware desiderati.

Qualche anno fa, nei ritagli di tempo, mi sono divertito a esplorare le potenzialità di questo software cimentandomi nella sperimentazione di composizioni di generi diversi e sonorità più o meno elettroniche.
Nient’altro che piccoli giochi insomma, perchè Reason sa essere veramente piacevole e divertente da usare.

# 001

# b4b3
(Questo brano è stato pensato per accompagnarte una presentazione in flash. Per questo la prima parte ha perso parte del suo senso. Saltare direttamente al primo minuto.)

# cradle

# double

# Plike

Kimbau online

febbraio 21, 2008 in Hi-tech notepad

La rivoluzione di Kimbau potrebbe essere vista, in virtù della sua lungimiranza tecnologica, come un esempio forte e un motivo di speraza per la risoluzione dei problemi di divario digitale che affliggono le zone meno sviluppate del pianeta. Il Kimbau rende evidente quanto possono fare per un paese del terzo mondo le tecnologie che nel nord sviluppato consideriamo ormai a portata di mano e a basso costo.
Esattamente nel marzo del 2007 è arrivata l’elettricità grazie a una turbina idroelettrica situata nei pressi di una vicina cascata. Prima lo stesso ospedale prendeva l’energia per il suo gruppo elettrogeno dalla benzina portata appositamente dalla capitale attraverso un percorso di 500 km. Per avere la corrente elettrica occorrevano due giorni di fuoristrada o due settimane di camion a causa di vie di comunicazione stradale quasi inesistenti. Read the rest of this entry →




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