Internet come spazio “aperto”. Tentativi di controllo e forme di resistenza
filed in Hi-tech notepad on Set.14, 2008
La struttura distribuita del network, priva di un “centro”, predispone strutturalmente la rete a un carattere «libero e aperto». Dal punto di vista tecnico proprio tale carattere ha determinato la capacità della rete di saper sopravvivere alle sfide che il suo percorso evolutivo le ha riservato: la flessibilità dei protocolli di comunicazione ha permesso la connessione tra Arpanet (il prototipo di internet per definizione) e una miriade di reti locali, fornendo standard compatibili per diversi sistemi di connessione alla rete. A questa predisposizione genetica del mezzo si andò ad aggiungere l’influenza di una cultura fortemente libertaria che affiancò la ricerca bellica nei primi decenni di vita della rete: si tratta di quella tecno-èlite che Castells descrive nel suo Galassia Internet (M. Castells, Galassia Internet, Feltrinelli, Milano, 2006, p. 13). Questa sinergia tra proprietà tecnico-strutturali e tendenze culturali ha creato quella visione di internet come rete delle libertà e della libera espressione.
Alla struttura di connessioni senza limiti, che rendeva difficoltoso qualsiasi tentativo di censura, si andava ad aggiungere un background istituzionale, quello degli Stati Uniti, che poteva contare sul dettato costituzionale della libertà di parola, nonostante la Casa Bianca e il congresso USA, come successivamente gli altri stati del mondo, abbiano da subito tentato di imporre le tipiche forme di controllo statale al network.
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